Il tesoro di Totò Riina

Il tesoro di Totò Riina

La morte del boss apre scenari imprevedibili.

A dispetto dello sdegno popolare, con molte persone che si lamentano dello spazio dato alla morte di Salvatore Riina, la scomparsa del capo dei Corleonesi invita a molte considerazioni.

Il crudele capo della cupola palermitana, morto in stato di detenzione custodiva molti segreti, in molti ambiti. Primo tra tutti, quello che interessa maggiormente l’ordine pubblico, è relativo ai contatti politici del boss. Ma anche gli aspetti patrimoniali non sono certo da sottovalutare.

Pochi sono al corrente dei “tesori” economico-finanziari detenuti da Riina. Si parla infatti di enormi dividendi provenienti da molteplici investimenti, che arrivano sui conti del boss scomparso.

Si ritiene che numerose informazioni siano in possesso del figlio terzogenito di Salvatore e di Ninetta Bagarella, Salvo.

L’uomo, 40 anni tra i quali 8 trascorsi in carcere, è ancora ritenuto socialmente pericoloso. Gli è impedito quindi di ritornare a Corleone. Altri segreti, probabilmente di natura diversa, sembra possano essere in possesso di colui che è indicato come il papabile nuovo capo della cupola: Matteo Messina Denaro.

Messina Denaro, superlatitante da circa 25 anni è stato autista, uomo di fiducia, ma anche croce e delizia di “Totò u curtu”. Perché non sempre ne avrebbe risposto alle aspettative.

Sono sul tavolo interessi enormi che fanno parte dell’impero creato dal boss

Dal carcere Totò Riina aveva fatto sapere che se anche gli avessero confiscato due terzi dei beni, sarebbe stato comunque ricco.

Le commistioni della cosca sono anch’esse ramificate. Terreni, fabbricati, denaro, e tutto quanto possa essere ritenuto investimento e fonte di reddito.

Sulle rendite del capo mafioso scomparso stanno indagando costantemente gli uomini del ROS.

Salvo Riina rientrerà a Padova dopo il permesso accordato per seguire le esequie del padre. Attualmente è infatti ospitato nella città veneta in un alloggio dell’Associazione “Noi famiglie padovane contro l’emarginazione”. Lavora alla Cooperativa Diogene, di cui è addetto alla segreteria a tempo parziale.

Intanto nella giornata di ieri, durante un aspro scontro con i cronisti, la figlia di Riina ha apostrofato gli intervenuti dicendo: “Ce ne ricorderemo”.

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